La storia

L’Abbazia dei Benedittini di Montemaria fu fondata dai nobili di Tarasp alla fine del XII secolo. Il monastero fu devastato due volte da incendi. La peste del 1348 ridusse il numero dei monaci a quattro. Alla fine del Cinquecento la soppressione del monastero fu evitata solo grazie all’intervento del Papa e del Duca del Tirolo.

Seguì un periodo di ripresa sotto l’abate Matthias Lang (1615-1640) trasferito da Weingarten, convento nel Württemberg. Nel 1724 la comunità di Marienberg fondò un Ginnasio a Merano e lo gestì per duecento anni assieme al convitto per studenti. Nel 1807 l’Abbazia fu soppressa dal Governo Napoleonico della Baviera. I monaci non direttamente impegnati nel Ginnasio o nella cura delle parrocchie, furono trasferiti nel monastero di Fiecht presso Schwaz (A). Furono saccheggiati importanti opere d’arte e documenti. Nel 1816, dopo la caduta di Napoleone, l’imperatore Francesco I d’Austria ordinò la riapertura del monastero con l’obbligo, oltre la cura delle parrocchie, di riprendere l’attività didattica al Ginnasio di Merano.

L’abate Carl Mayr (1816 – 1855) assunse il difficile compito di riavviare la vita monastica e di recuperare i beni perduti in seguito alla soppressione.

Negli anni successivi il Ginnasio ebbe grande fama con i professori Pius Zingerle, Albert Jäger, Beda Weber ed il musicista Magnus Ortwein. Il frate benedettino Pius Zingerle venne chiamato dall’ Università “La Sapienza” di Roma come docente di lingue orientali – arabo, ebraico, siriano. Jäger, uno storico fondò l’Istituto di Studi Storici di Vienna. Lo scrittore Weber rappresentò come deputato il Tirolo al Parlamento di Francoforte. Nel 1928 in seguito ai cambiamenti politici del dopoguerra i monaci di Montemaria dovettero abbandonare il loro Ginnasio di Merano. Dal 1946 al 1986 ebbero ingestione la scuola Media con annesso convitto, situata entro le mura del convento.

Generazioni di giovani hanno quindi avuto l’opportunità di studiare con i frati Benedettini e di ampliare la loro cultura nel maggiore centro spirituale e religioso della Val Venosta. Ancora oggi per la popolazione locale il monastero assume un importante ruolo come centro religioso, culturale ed economico.

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